
Prima che i ricordi sbiadiscano
Questo progetto nasce dall’esigenza di riscoprire il valore del cibo, non solo come nutrimento, ma come simbolo di memoria e gratitudine.
Da bambino, mio padre mi raccontava di un tempo in cui il cibo era talmente prezioso da diventare quasi sacro. La domenica, ad esempio, c'era la polenta e per darle sapore si strofinava sulle alici essiccate che pendevano sopra la stufa. Ma quelle alici, diceva, restavano sempre lì, riservate alle grandi occasioni.
Mi sono chiesto quante altre storie di cura e attenzione al cibo potessero nascondersi tra familiari e amici. Ho scoperto un mondo di gesti semplici, ma pieni di significato: modi di preservare i sapori e, con essi, le emozioni. Un universo lontano dall’abbondanza e dallo spreco che dominano le nostre abitudini attuali.
Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, ho trasformato quelle storie in immagini, cercando di preservarne l’essenza e di tradurle in un linguaggio visivo contemporaneo. Per rappresentare lo spreco, le immagini sono state stampate in più copie e accartocciate, un gesto che simboleggia la superficialità con cui spesso trattiamo ciò che è prezioso. Una di queste stampe, però, è stata riaperta: un richiamo al passato e alla possibilità di ritrovare un equilibrio tra tradizione e futuro.
“Prima che i ricordi sbiadiscano” è un omaggio alla saggezza contadina, un invito a riscoprire il cibo come qualcosa di prezioso, capace di unire passato, presente e futuro.

